In questi anni abbiamo assistito a diversi interventi della Banca Centrale Europea (BCE) per cercare prima di fronteggiare la crisi finanziaria che ha colpito il Vecchio Continente e successivamente di incentivare, sostenere e consolidare la crescita economica, anche attraverso iniziative dirette ad imprese e famiglie. Tra le più importanti tra queste vi è stato il cosiddetto Quantitative Easing (Qe), uno strumento finanziario attraverso cui viene incremento la quantità di denaro in circolazione nel sistema economico.

Nel corso dei decenni nel nostro Paese sono state avviate diverse iniziative volte a facilitare l’accesso ai mutui a diverse categorie di soggetti, fornendo ad esempio agevolazioni ai diversamente abili rientranti nella Legge 104/92, oppure, in generale, prevedendo delle sostanziose detrazioni fiscali per i mutui immobiliari. Si prevede inoltre con l’avvio di un nuovo Qe, che vi saranno  ulteriori stimoli per coloro che siano interessati ad un finanziamento bancario. Difatti, il Qe della BCE faciliterà i mutui e la loro erogazione. Vediamo come.

Tassi d’interesse e finanziamenti

Come spesso accade, considerando l’andamento dell’economia europea, i mercati già avevano previsto alcune mosse della BCE, come sottolinea il direttore marketing di MutuiOnline.

Infatti, questi evidenzia come il tasso Euribor, negli ultimi mesi, abbia visto un calo fino al -0,45%, mentre gli indici Irs (tassi interbancari di riferimento, parametro fondamentale per i mutui di natura ipotecaria a tasso fisso) siano su valori negativi per i finanziamenti fino a 10 anni, mentre si attestino a circa lo 0,30% per i finanziamenti di durata superiore.

Tutto questo ha appunto effetti molto positivi sui nuovi mutui e sulle surroghe. Infatti, la diminuzione degli indici si riflette sui tassi di tali mutui, attestandosi a livelli particolarmente bassi e convenienti per coloro che li richiedono. Al momento, ad esempio, è possibile usufruire di un finanziamento di durata ventennale con lo 0,22% di tasso variabile e lo 0,57% di quello fisso. Per i mutui trentennali, il miglior tasso variabile offerto è di 0,27%, mentre quello fisso più conveniente è di 0,83%.

In generale quindi, sempre secondo l’esperto, per l’intero mercato dei mutui, per ogni singola tipologia e durata, si resta al di sotto della percentuale dell’1%. Di conseguenza, un tasso così basso accresce la convenienza e quindi l’interesse di quei soggetti che vorrebbero sfruttare il momento favorevole per richiedere un finanziamento per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile, da destinare magari alla residenza o al semplice affitto a terzi.

La crescita delle surroghe

Tale situazione generale, secondo l’Osservatorio MutuiOnline, ha comportato, dopo un lungo periodo di riduzione delle surroghe nella seconda parte del 2018, ad una crescita considerevole di queste. In particolare, nell’arco di tempo Luglio-Agosto, le domande di surroghe o sostituzioni sono arrivate al 61,6% di quelle complessive, rispetto al 38,3% dell’intero secondo trimestre.

Complessivamente, sempre secondo dati di questo osservatorio, si è visto diminuire il peso delle richieste di finanziamenti per l’acquisto della prima abitazione, attestandosi al 31,3%, rispetto al 55,4% del periodo Gennaio-Marzo ed al 51,6% di Aprile-Giugno. Viceversa, invece, risultano aumentate sia l’importo medio richiesto che quello erogato dalle banche.

In particolare, il primo infatti ha toccato ad Agosto e quindi in pieno terzo trimestre la quota di 135.410 Euro (rispetto ai 131.294 Euro del secondo trimestre), mentre l’importo effettivamente erogato dagli istituti finanziari ha raggiunto i 129.578 Euro nel medesimo periodo considerato.

Il nuovo Qe ed il mercato immobiliare

Le conseguenze favorevoli della riduzione del tasso d’interesse sui mutui e quindi dell’avvio del Qe sono intraviste anche dal presidente della Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari). Secondo il dirigente infatti il ripristino del Quantitative Easing favorirà ulteriori riduzioni dei costi dei mutui e dei finanziamenti concessi dagli istituti bancari, con conseguenti benefici anche per l’intero comparto immobiliare.

Inoltre, sempre secondo il presidente Fimaa, se il nuovo governo Conte agisse contemporaneamente alla BCE, attraverso varie iniziative tra cui anche la riduzione del peso fiscale sugli immobili, si potrebbe ottenere nuova occupazione nell’ambito immobiliare, facendo ritornare il comparto ad essere il motore trainante dell’economia del nostro Paese, con evidente giovamento anche di altri settori.

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