La qualità dell’aria che respiriamo in casa è fondamentale per vivere bene, in un ambiente salubre e senza stress. Ovviamente nelle case di nuova costruzione il problema non sussiste in quanto, queste garantiscono un perfetto filtraggio e riciclo dell’aria respirata grazie ad impianti di ventilazione di ultimissima generazione, aeratori e serramenti che permettono delle aperture più piccole per il ricambio dell’aria. Quindi, acquistare case di nuova costruzione da un valore aggiunto alla qualità della nostra vita.

Se però questo non è possibile, come si fa però a capire quando l’aria non è sana? Quali sono gli accorgimenti per riuscire a migliorarla? In questa nostra guida andremo ad analizzare quali sono le soluzioni per ottenere un microclima indoor salutare.

Come calcolare la qualità dell’aria di casa

A tal proposito esistono in commercio degli apparecchi appositi, che possono essere più o meno precisi, utili a verificare proprio il grado di qualità dell’aria indoor. Nello specifico, la maggior parte degli strumenti a disposizione va a rilevare la presenza ed i livelli di anidride carbonica, o CO2. Questa è alquanto dannosa per la nostra salute se si trova in quantità massicce. Inoltre, gli strumenti più sofisticati andranno anche a controllare un’eventuale presenza di pollini nonché di polveri sottili solventi e similari. Allo scopo di capire se la nostra aria domestica è inquinata, risulta molto importante, monitorare anche il grado di umidità presente in casa. Infatti, se questa è superiore al 40/60%, non si può definire ideale e rischia di diventare un ambiente adatto alla proliferazione dei batteri, degli acari e dei virus con il conseguente aumentando del rischio di incorrere in diverse patologie e malattie. Gli strumenti che consentono tali misurazioni dell’aria possono essere alla portata di tutti perché se ne trovano di ogni costo ma, l’importante, è considerare al meglio la loro affidabilità. Ovviamente in una casa di nuova costruzione i valori saranno nettamente più bassi rispetto ad una casa più “antica” che non possiede i moderni accorgimenti. Oltre a munirsi di questi macchinari è necessaria una quotidiana manutenzione domestica per scongiurare il proliferare dell’inquinamento. Nei seguenti capitoli vedremo quindi quali sono le attività quotidiane ideali e quali, invece, sono le problematiche che insorgono nei casi di scarsa igiene e inquinamento domestico.
Gli inquinanti domestici
Le sostanze dannose che si trovano ogni giorno in casa, oltre alla già citata anidride carbonica che viene prodotta dal nostro stesso respiro, sono: i fumi da cucina e quelli di sigaretta o tabacco in generale ma non soltanto. Infatti, nelle nostre abitazioni sono presenti anche delle polveri sottili, i batteri, i virus, gli acari, i metalli pesanti e molto altro. Quindi, fra i principali inquinanti dell’aria di casa abbiamo:

  • I composti organici volatili (VOC): sono sostanze chimiche come ad esempio i solventi che sono emesse dalle vernici usate per la finitura di mobili e complementi d’arredo. Inoltre, questi inquinanti arrivano anche dai detersivi utilizzati per la pulizia; alcuni contengono addirittura la benzina, o comunque derivati da questa. La sostanza più conosciuta, nonché dannosa, fra i VOC è rappresentata della formaldeide. Si tratta di un gas dall’odore irritante spesso presente nei collanti e nelle vernici che riesce a disperdersi nell’aria anche a distanza di tanti anni.
  • Umidità eccessiva/temperature non adatte: come gli agenti inquinanti chimici, questi elementi vanno a condizionare la salubrità dell’aria. Infatti, i livelli di umidità indoor non dovrebbero superare il 40/60%e le temperature non devono mai essere troppo alte e comunque non superiori ai 22°C. L’umidità e le alte temperature possono favorire la formazione di muffe, funghi e batteri dannosi per la nostra salute che spesso non sono visibili ad occhio nudo.
  • L’anidride carbonica che abbiamo già citato non è prodotta soltanto dall’uomo, ma pure dagli impianti di riscaldamento a combustibile.
  • Monossido di carbonio (il CO) che è un composto chimico derivante da vari dispositivi riscaldanti o necessari per la cottura dei cibi che bruciano sia ossigeno che combustibile.
  • Le polveri sottili presenti in casa che sono le stesse che danno luogo all’inquinamento atmosferico della città. Quindi avremo il PM10 e il PM2.5 composti da particelle microscopiche ed invisibili ad occhio nudo. Esse riescono a penetrare dal nostro naso in laringe, bronchi e polmoni, causando anche problemi di salute.

Quali sono gli apparecchi per migliorare la qualità dell’aria in casa?

Oltre agli strumenti che permettono la misurazione della qualità dell’aria, in commercio, si trovano degli apparecchi che vanno a migliorarla considerevolmente come alcuni ventilatori di ultima generazione, i deumidificatori, i climatizzatori, gli aspiratori meccanici che riescono veramente fare la differenza, ovviamente bisogna prestare attenzione ad utilizzarli secondo le istruzioni ed eseguire una costante manutenzione. Gli apparecchi, però, se non sono abbinati alle normali norme igieniche sono pressoché inutili.

Aerazione meccanica forzata

L’aerazione meccanica controllata, la VMC, è una tecnologia nuova che, nelle case di ultima generazione a basso consumo energetico, è ormai di routine. Infatti, queste sono coibentate ed isolate in modo quasi ermetico ed è più facile che all’interno si trovino acari, batteri, ecc. Una buona aerazione, quindi, è indispensabile per la riduzione dell’inquinamento. Però è quasi impossibile arieggiare continuamente per fare entrare l’aria pulita. Qui interviene l’aerazione meccanica controllata che, appunto, contribuisce ad un ricambio d’aria specifico capace di eliminare le particelle di polveri sottili, pulviscolo, CO e CO2. Anche odori, fumi, batteri vengono eliminati e si evitano muffe, umidità, sostanze chimiche e virus. Nello specifico questi strumenti vengono usati per combattere la Sindrome dell’Edificio Malato, ovvero le patologie causate dall’aria indoor malsana. IL VMC permette il ricambio costante d’aria migliorandone la qualità e diminuendo gli sprechi di energia e dispersione di calore. In pratica questa tecnologia si basa sull’uso di un ventilatore silenzioso che raffresca l’aria e la filtra e purifica senza disperdere il calore. Esistono svariate tipologie di macchine ma l’importante è optare per quella ideale al proprio spazio.

Aria indoor e VMC

Climatizzatori

I climatizzatori di nuova generazione sono tecnologici e performanti tanto che alcuni hanno delle funzioni per la regolazione dell’umidità, necessaria per la manutenzione della salubrità dell’aria indoor. Si tratta di macchine costituite da due elementi; il primo interno per l’aspirazione dell’aria e il raffrescamento o riscaldamento. Un altro esterno per l’espulsione dell’aria calda. Il consiglio è quello di acquistare macchinari di classe energetica alta ed effettuare le opportune manutenzioni. Inoltre, in commercio si trovano climatizzatori che filtrano l’aria la purificano dalle particelle inquinanti.

Ventilatori purificanti

Negli ultimi anni sono stati immessi in commercio dei ventilatori privi di pale capaci di purificare l’aria. Naturalmente questi agiscono in una sola stanza, diversamente dai sistemi di Ventilazione Meccanica Forzata che agiscono sull’intera abitazione. Sono però strumenti validi e consigliati che, ad un prezzo accessibile, migliorano l’aria in casa.

Consigli per migliorare l’aria indoor

Se non si può o non si vuole acquistare una casa di nuova costruzione e non si vuole ricorrere a macchinari per la purificazione dell’aria, il consiglio più sensato è quello di attuare le ovvie norme igieniche per garantire una salubrità indoor. Pulizie, ricambi d’aria costante e qualche stratagemma possono veramente fare la differenza e scongiurare già la già citata Sindrome dell’Edificio Malato.

Tra i consigli pratici evitate di fumare in casa perché il fumo oltre ad essere dannoso viene intrappolato nei tessuti; usate i detersivi rispettando le indicazioni presenti sulla confezione e  no superate le dosi consigliate, inoltre, ricordate di risciacquare abbondantemente; sfruttare altre sostanze pulenti più naturali come ad esempio aceto, bicarbonato o limone che, soprattutto, non sono dannose; evitate il mobilio costruito con componenti tossici, rivolgetevi ad artigiani o negozi dai brand certificati; controllate l’umidità indoor; effettuate le manutenzioni e il controllo agli apparecchi e cambiate i filtri;  scegliete elettrodomestici sicuri e di classe A o A+ che, oltre a farvi risparmiare, non disperdono particelle dannose nell’ambiente domestico; adottate piante purificanti come il Ficus o l’Aloe, la Gerbera, la Dracena e la Sansevieria, esse, sono utili per eliminare le sostanze tossiche, gli odori e i fumi dall’ambiente domestico.