I requisiti e le agevolazioni per ottenere il mutuo prima casaAccendere un mutuo è un passo importante per la vita di ogni singola persona o di un’intera famiglia, che decide di acquistare la sua prima casa. Ovviamente è necessario dimostrare alla banca la solidità del proprio reddito, e quindi la capacità di garantire il pagamento nel corso degli anni. E’ bene però anche ricordare che sono attive delle interessanti agevolazioni, anche per i giovani, che possono aiutare a superare queste difficoltà.

In questa breve guida vedremo dunque come ottenere un mutuo:

Mutuo acquisto prima casa: requisiti anagrafici

Tra i requisiti per richiedere un mutuo alcuni riguardano la maggiore età e la nazionalità, che dev’essere nel nostro caso italiana. Ovviamente i mutui vengono erogati anche a stranieri, che abbiano un lavoro fisso e vivano in Italia da almeno tre anni. Nel gennaio 2016 da un’indagine dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è risultato che il 13,6% dei mutui erogati nel 2015 è stato concesso a cittadini stranieri, che una volta su due hanno scelto la formula a tasso fisso. Mutui quindi lunghi, intorno ai 25 anni, per importi che spesso superano i 100 mila euro.

In linea generale non è presente un’età massima, ma in caso di anziani, la durata del piano viene ridotta, solitamente a massimo 15 anni. Per chi ha più di 60 anni una soluzione è offerta dal prestito ipotecario vitalizio.

Mutuo prima casa requisiti: il reddito

Il principale dei requisiti mutuo prima casa è il reddito. Ogni istituto concessionario o banca effettua calcoli differenti per stabilire la fattibilità dell’investimento. Questi calcoli mirano a capire se il beneficiario del prestito sarà in grado di restituire tutta la somma e, soprattutto, se potrà farlo secondo il piano creato appositamente per lui.
Una delle condizioni più comuni per soddisfare questo parametro è la dimostrazione di un reddito fisso e continuo, quindi il presentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato. È possibile, infatti, che il possesso di un altro immobile, che di per sé costituisce già un’ottima garanzia – sulla quale accendere un’ipoteca – non sia sufficiente senza un contratto di lavoro continuativo. Tuttavia per chi non ha un contratto stabile esistono delle agevolazioni che vedremo a breve.

Come funziona un mutuo

In linea generale la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo del reddito netto mensile. Vengono inoltre presi in esame altri finanziamenti in corso. Le direttive comunitarie stabiliscono inoltre che l’importo complessivo del mutuo non dovrebbe superare l’80% del valore ipotecario dell’immobile. Già queste prime valutazioni ti permettono di capire se si possiedono i requisiti per chiedere un mutuo.

Altro requisito fondamentale che l’istituto di credito accerterà nell’istruttoria per la concessione del prestito prima casa è la puntualità nel rimborso di precedenti finanziamenti. Quando si accede al credito o si fa da garanti si viene infatti registrati nei sistemi di informazioni creditizie, come il Crif. Al momento della richiesta di mutuo per prima casa La banca potrà facilmente verificare se in passato abbiamo avuto ritardi o mancati pagamenti e in quel caso potrà negarlo la concessione del mutuo.

Come ottenere un mutuo: le agevolazioni

Per chi ha difficoltà a chiedere un mutuo esistono apposite agevolazioni per mutui acquisto prima casa.

Il Fondo garanzia mutui prima casa ha sostituito e ampliato il fondo per mutuo prima casa giovani coppie, non più attivo. Tale garanzia consente di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa a:

  • giovani coppie
  • nuclei monogenitoriali con figli minori
  • giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un contratto di lavoro atipico
  • assegnatari di case popolari

Per tutti i dettagli sugli importi finanziabili e i requisiti da soddisfare è possibile leggere il post sul fondo garanzia mutui prima casa.

Esiste inoltre la possibilità di ottenere un mutuo garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti attraverso il plafond casa. Tale garanzia si applica all’acquisto prima casa e agli interventi di ristrutturazione edilizia con aumento dell’efficienza energetica. Non esistono limiti di accesso, ma nella concessione della garanzia sono privilegiati:

  • le coppie giovani
  • le famiglie di cui fa parte un soggetto disabile
  • le famiglie numerose

Per tutti i dettagli sugli importi finanziabili e i requisiti da soddisfare è possibile leggere il post sul plafond casa.

La legge prevede inoltre la possibilità di richiedere un anticipo del TFR per acquisto prima casa.

La detrazione degli interessi passivi

Gli interessi passivi del mutuo, pagati sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale o prima casa possono essere portati in detrazione del 19% Irpef nel 730 o nella dichiarazione dei redditi modello Unico, a patto che siano riferiti all’acquisto dell’abitazione principale del soggetto o di un familiare, con le modalità ed i limiti fissati dal legislatore fiscale.

Rientrano nell’agevolazione gli interessi passivi pagati nell’anno di imposta, relativi al mutuo contratto per:

  • l’acquisto dell’abitazione principale;
  • l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione principale;
  • la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale;
  • gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (solamente per i mutui contratti nel 1997);
  • miglioramento a breve medio e lungo termine in campo agricolo.

Per tutti i dettagli è possibile consultare il post sulla detrazione interessi mutuo prima casa.

Cos’è il mutuo ipotecario prima casa?

Il mutuo ipotecario è una garanzia di credito che viene offerta alla banca per i casi di insolvenza, ossia qualora il mutuatario non riesca a pagare una o più rate.
In questi casi la banca gode del diritto reale di garanzia su un immobile di altrui proprietà, su cui è accesa l’ipoteca.

A tal proposito è importante ricordare che chi non riesce a pagare il mutuo prima casa può, a determinate condizioni, richiedere la sospensione delle rate fino a 18 mesi attraverso il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa del MEF.

Quanto si spende per i mutui rispetto agli affitti?

Chiaramente non è possibile pretendere una risposta certa ed esatta, ma possiamo valutare insieme alcuni aspetti per chiarire tutte le voci di spesa legate all’acquisto della casa e quanto incidono sul reddito annuale dei cittadini italiani.
Il primo dato da considerare è lo spread bancario e la percentuale dei tassi della Banca Centrale Europea.
Il costo dell’affitto può sembrare molto più conveniente ad una prima e superficiale analisi: rispetto agli altri paesi europei, infatti, un appartamento di dimensioni pari a circa 70-80 mq prevede un risparmio di circa 200 euro. Ma quello che grava maggiormente sugli affitti, o meglio sul reddito annuale di chi decide di pagare un canone mensile di affitto piuttosto che un mutuo, è il peso delle tasse. Come riportano i dati dell’Adoc, rispetto ad altri paesi europei, in Italia il peso finale sul reddito è maggiore di circa il 15%, con un impatto del 74%.
La differenza con il mutuo è rilevante, in quanto l’impatto delle spese di acquisto casa e delle utenze domestiche sul reddito annuale, è molto più basso rispetto all’affitto, per un valore finale pari a circa il 60%