Sebbene finora si stiano ancora utilizzando i carburanti derivanti dal petrolio, il futuro delle automobili sarà un motore elettrico. E mentre oggi si fa la fila dal distributore di benzina, prossimamente si potrà fare una ricarica in un’area di servizio specializzata oppure addirittura sotto casa. E a questo proposito, la realtà sembra già ben avviata, grazie ad una nuova normativa che prevede la ricarica dell’auto elettrica nei condomini di nuova costruzione.

Infatti il futuro, in generale, non solo prevede edifici intelligenti nelle nostre città, ma anche la possibilità di vivere in strutture o condomini dove la tecnologia aiuta a ridurre l’inquinamento, ad aumentare il comfort abitativo ed a risparmiare sulle spese relative all’energia. In altre parole, si vivrà in una casa e quindi in un condominio che si basa sulla domotica. A tutto ciò, come detto, si abbinerà la possibilità di fare il pieno di energia per la propria automobile comodamente presso la propria abitazione. Proviamo a scoprire come.

Una normativa che guarda al futuro

Le autorità italiane, a seguito ed in attuazione della direttiva europea 201/44/UE, hanno approvato il Decreto Legislativo 256/2016, che prevede la possibilità di realizzare in un edificio o condominio di nuova costruzione, a partire dal 2018, un tipo di infrastruttura che possa permettere la ricarica di eventuali veicoli elettrici. Tutto ciò non soltanto per ampliare le opportunità di effettuare questo genere di ricarica (e quindi favorire così la diffusione dei mezzi di questo tipo, ancora poco numerosi), ma anche per ridurre l’inquinamento.

Nello specifico, la direttiva prevede che entro il 31 Dicembre 2020 dovrà essere predisposto un numero adeguato di punti dove poter effettuare questo tipo di ricarica. Questo non solo negli edifici o nei condomini delle città, ma anche in generale in aree urbane e lungo vari tipi di percorsi viari (dalle autostrade alle più piccole strade statali), utilizzando inoltre molteplici generi di “distributori”, da quelli lenti a quelli cosiddetti ultraveloci.

Importante è sottolineare che questi punti di ricarica non solo dovranno essere predisposti, in generale, negli edifici di nuova costruzione, ma potranno essere realizzati anche in quelli vecchi, interessati tuttavia da una ristrutturazione profonda, secondo i parametri stabiliti dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) del 26 Giugno 2015, che definisce proprio le linee guida per la certificazione energetica degli edifici.

I punti di ricarica presso i condomini

La normativa italiana prevede, in particolare, l’obbligo di installare delle colonnine per ricaricare dei veicoli elettrici per i nuovi edifici, al fine di ottenere il rilascio del permesso di costruire. Inoltre, tale obbligo riguarda non solo tali strutture (purché composte almeno da 10 unità abitative), ma anche edifici ad uso diverso da quello residenziale che abbiano una superficie utile maggiore di 500 m2 e quelli preesistenti appartenenti a queste due ultime categorie, purché soggetti, come accennato, a lavori ristrutturali profondi.

Ogni colonnina o infrastruttura adibita alla ricarica elettrica dovrà consentire un collegamento di ciascuna vettura dal proprio parcheggio (coperto o scoperto che sia) o box auto, pertinenziali e non, per un numero di posti non inferiore al 20% di quelli complessivi disponibili per i condomini. Inoltre, si possono prevedere in futuro diverse tipologie sia di ricarica da effettuare che di colonnina da utilizzare.

Le ricariche che si utilizzeranno all’interno di queste strutture

In un box privato condominiale probabilmente si potrà ricaricare il veicolo elettrico attraverso un sistema con potenza di soli 3 kilowatt (kW), che, dopo otto ore, potrà fornire un’autonomia di 200 Km al mezzo. Altri punti di ricarica veloce in un’area comune, invece, con potenza dai 3kW ad oltre i 22 kW, potranno permettere un’autonomia di circa 400 Km in tempi brevissimi, da un quarto d’ora ad un massimo di 1 o 2 ore.

Quest’ultima possibilità si potrebbe realizzare comunque in aree condominiali comuni, predisponendo una sorta di area di servizio elettrica con impianti super veloci e potenti (nettamente superiori ai 22 kW), aperta eventualmente anche a soggetti esterni al condominio stesso. I costi di tali impianti si possono ipotizzare tra i 2.000 Euro di quelli più semplici e lenti fino a superare i 25.000 Euro di quelli maggiormente potenti e veloci.

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