Potenziare il riciclo dei pannelli fotovoltaici arrivando a recuperare anche il 100% dei materiali che li compongono. È l’obiettivo del progetto ReSIELP annunciato in questi giorni da ENEA.Potenziare il riciclo dei pannelli fotovoltaici arrivando a recuperare anche il 100% dei materiali che li compongono. È l’obiettivo del progetto ReSIELP annunciato in questi giorni da ENEA.

Riciclo pannelli fotovoltaici: un prototipo entro il 2020

Il progetto si propone di realizzare entro il 2020 in Italia un nuovo prototipo per potenziare il recupero dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche derivanti dalla dismissione dei pannelli. Grazie a un finanziamento di 2,5 milioni di euro nell’ambito della Knowledge Innovation Community sulle materie prime nascerà nell’area milanese un impianto di smaltimento dei pannelli fotovoltaici che si propone di recuperare fino al 100% del silicio, argento, rame, alluminio e vetro da pannelli fotovoltaici a fine vita.

Obiettivo che va oltre le previsioni normative: la direttiva 2012/19/EU, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 49 del 14 Marzo 2014, prescrive infatti il recupero dell’85% del peso dai moduli a fine vita, corrispondente al vetro e all’alluminio presenti all’interno dei pannelli in silicio. Il progetto ReSIELP intende riciclare anche il restante 15%, costituito da materiali preziosi come il silicio, l’argento e il rame.

Riciclo pannello fotovoltaici: un giro d’affari da 15 miliardi di dollari

Un’iniziativa che guarda all’ambiente, limitando l’impatto derivante da processi di recupero inadeguato e prevenendo la produzione di rifiuti elettronici. Ma c’è di più, come sottolinea Marco Tammaro, referente ENEA per il progetto ReSIELP: “Le materie prime essenziali contenute negli elementi dei moduli fotovoltaici o in altri rifiuti elettronici, se da un lato rappresentano una nuova sfida ambientale dall’altro costituiscono una grande opportunità di business”.

Secondo il rapporto End-of-Life Management: Solar Photovoltaic Panels di IRENA nel 2050 attraverso i 78 milioni di tonnellate di pannelli fotovoltaici da recuperare si potrebbe dare vita a oltre 2 miliardi di nuovi pannelli, generando un giro d’affari di 15 miliardi di dollari.

Chi deve smaltire i pannelli fotovoltaici?

Alla fine del 2015, stando ai dati del rapporto GSE sull’energia da fonti rinnovabili, risultavano installati in Italia oltre 3 milioni di metri quadrati di collettori solari termici, concentrati principalmente nel settore residenziale. Secondo uno studio del National Renewable Energy Laboratory il tasso medio di degrado di un impianto solare è dello 0,5% all’anno, quindi un impianto avrà un ciclo di vita medio da 25 anni in su.

Al momento dello smaltimento è necessario distinguere tra pannelli domestici, ovvero con potenza fino a 10 kWp, e professionali, oltre 10 kWp:

  • Lo smaltimento dei pannelli solari domestici è a carico dei produttori, dunque per i proprietari non comporta alcun costo.
  • Per gli impianti professionali antecedenti al 12 aprile 2014 il riciclo spetta al produttore in caso di sostituzione, al proprietario negli altri casi
  • Per i pannelli solari successivi al 12 aprile 2014 lo smaltimento deve essere effettuato dai produttori

Smaltimento pannelli fotovoltaici incentivati

Per il riciclo degli impianti incentivati il GSE trattiene, a partire dall’undicesimo anno di incentivazione, una quota finalizzata allo smaltimento dei rifiuti, che viene restituita dopo aver provato il corretto riciclo dei pannelli.

La quota è compresa tra

  • 8 e 12 euro per ciascun pannello domestico;
  • 6 e 10 euro per ciascun pannello professionale

Sono esonerati gli impianti allacciati dopo il 30 giugno 2012, perché già aderenti a un consorzio che assicurerà il corretto recupero dei moduli.

Come devono essere smaltiti i pannelli fotovoltaici?

I pannelli solari domestici possono essere smaltiti presso i centri di raccolta, mentre gli impianti professionali devono essere recuperati presso gli impianti di trattamento autorizzati.

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