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Nel caso l’inquilino e il proprietario dell’immobile decidessero di comune accordo di ridurre il canone d’affitto, è obbligatorio per legge cambiare il contratto? Questa è la domanda che ci poniamo oggi e la risposta che vi diamo è negativa. No, non è necessario, ma è possibile registrare la modifica avvenuta senza dover effettuare una nuova registrazione.

Inoltre, eventuali e ulteriori rettifiche per comunicare cambiamenti sul contratto, a chi devono essere comunicate? E ci sono possibilità di incorrere in sanzioni?

La Legge n. 164/2014 del Decreto Sblocca Italia

In base a quanto riportato sul sito dell’Agefis, l’associazione dei geometri fiscalisti, è proprio grazie alla conversione in legge del decreto Sblocca Italia che è “stato confermato che la registrazione dell’atto relativo alla riduzione di un canone di locazione in essere non è assoggettata all’imposta di registro e di bollo”.

Inoltre è stata aggiunta la possibilità di “definire l’accordo di riduzione del canone del contratto di locazione ai sensi dell’articolo 2, commi 1, 3 e 5, della Legge n. 431/98 tramite l’assistenza delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori”. In questo modo il conduttore che intende usufruire di questa possibilità “può inviare al locatore specifica richiesta motivata di riduzione del canone”.

In caso poi di conclusione positiva della trattativa il “Comune può anche riconoscere l’applicazione di un’aliquota IMU ridotta nei confronti del locatore”. A questo punto la registrazione degli atti può essere effettuata  presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Si dovrà solo riportare, nel testo dell’accordo, il codice identificativo dell’ufficio presso il quale è stato registrato il contratto originario.

Come comunicare una rettifica del contratto di locazione

Oltre alla possibilità di riduzione del canone è anche verosimile che ci siano ulteriori modifiche da dover apportare dopo la stesura di un contratto di locazione, dovute a possibili errori umani. Quindi come fare nel caso accada?

Importante è sempre avere a disposizione:

  • la copia del contratto;
  • la ricevuta di registrazione;
  • l’avvenuto pagamento dell’imposta.

Successivamente bisogna recarsi presso l’Agenzia dell’Entrate della propria provincia di residenza e far presente l’errore. Se questo si riferisce al calcolo della tassa di registro, c’è bisogno di calcolarla nuovamente con l’aggiunta degli interessi e di possibili sanzioni. Se invece il contratto è stato registrato per due volte è necessario recarsi presso l’Ufficio di Registro per chiedere la restituzione dell’imposta versata.

Pagamento tramite F24 Elide per l’imposta di registro

Visto che abbiamo parlato anche di imposta di registro è bene ricordare che dal 2015 il versamento dell’imposta, per i contratti di locazione, deve essere effettuato tramite il modello F24 Elide. Questo per far sì che vengano inseriti tutti gli elementi identificati che non è possibile scrivere sul modello ordinario.

Il contribuente deve quindi specificare sul foglio da compilare:

  • il codice dell’ufficio destinatario del pagamento o che ha emesso l’atto nello spazio “codice ufficio”;
  • il codice dell’atto a cui si riferisce il pagamento nello spazio “codice atto”. Se il contribuente effettua il pagamento per più atti, deve compilare tanti modelli quanti sono gli atti;
  • la tipologia di versamento per la quale è prevista l’indicazione di particolari elementi identificativi nello spazio “tipo”. I codici ” tipo” sono indicati nella “tabella dei tipi di versamento con elementi identificativi”.

>> Ulteriori informazioni sulla modalità di pagamento tramite F24 Elide

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