Rimborso ristrutturazione

Nonostante si realizzino ogni anno sempre nuove e moderne strutture abitative nel nostro paese, quelle vecchie o in cattivo stato sono ancora tantissime. Ciò comporta per gli italiani non soltanto l’abitare in locali poco confortevoli, ma anche dover affrontare maggiori spese per il riscaldamento. In particolare, sono un paio di milioni le abitazioni vetuste che gonfiano le bollette energetiche ed i costi relativi. Per non parlare poi della sicurezza generale offerta da queste case o edifici.

Considerando tale situazione, vari governi hanno intrapreso in questi anni diverse iniziative per ammodernare e rendere maggiormente sicuri tali immobili o condomìni, partendo ad esempio dal cosiddetto Sismabonus ed arrivando poi al miglioramento dei loro impianti fondamentali. E a questo proposito, recentemente è stato lanciato un piano per il rimborso della ristrutturazione degli impianti condominiali negli edifici più vecchi. Andiamo a conoscere meglio di cosa si tratta e come funziona.

Un’iniziativa per l’ammodernamento dei condomìni

L’Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente) ha lanciato col 1° Gennaio 2020 una fase sperimentale per rinnovare i vecchi impianti elettrici condominiali, al fine di migliorarne la sicurezza e incrementarne l’efficienza complessiva. In pratica, l’Arera mira ad incentivare l’ammodernamento delle cosiddette colonne montanti obsolete installate negli edifici più vecchi, presenti sul territorio italiano.

Per favorire questo rinnovamento, sono stati previsti dei rimborsi economici per i condomìni che effettuano tali lavori. In particolare, sarebbero offerti fino 1.200 Euro per ciascun appartamento coinvolto e fino a 900 Euro invece per singolo piano. La durata di tale fase sperimentale diretta all’ammodernamento degli impianti elettrici è di un triennio, dal 1° Gennaio 2020 fino al 31 Dicembre 2022, e riguarda quelli realizzati anteriormente al 1970 oppure tra il 1970 ed il 1985, se considerati in condizioni particolarmente critiche.

I rimborsi e le condizioni necessarie per ottenerli

Questa iniziativa dell’Arera, definita e lanciata nella sua delibera 467/2019, prevede l’erogazione di contributi per quei lavori edili svolti direttamente dai singoli condomìni, differenti in base al tipo di finitura presente, e che sono quantificati tra i 400 ed i 600 Euro per singolo piano e dai 700 ai 900 Euro per ciascuna utenza. Tali somme possono essere incrementate a particolari condizioni.

Nello specifico, tali rimborsi si ampliano (da 700 a 900 Euro per ciascun piano e dai 1.000 ai 1.200 Euro per ogni singola utenza) nell’ipotesi in cui, al momento dei lavori relativi alla colonna montante, il condominio decidesse di effettuare la centralizzazione di tutti i misuratori all’interno di un unico vano.

L’incremento dei rimborsi si giustifica col fatto che sono eseguiti anche lavori di posa di nuovi collegamenti elettrici tra i contatori centralizzati appunto e le singole abitazioni. Tali collegamenti, poi, resteranno di proprietà del condominio stesso. A tutto questo, inoltre, si aggiunge un ulteriore rimborso di 100 Euro al metro (per un massimo di 1.500 Euro complessive) per quelle porzioni eventuali di cavo utilizzate per collegare la colonna montante col confine della proprietà.

Questa iniziativa risulta particolarmente importante ed utile soprattutto per quelle strutture condominiali che presentano ormai impianti elettrici datati e che stiano valutando una ristrutturazione o centralizzazione degli stessi contatori. Infatti, secondo l’Arera, il contributo può variare anche in base al livello di pregio delle finiture della struttura abitativa in questione.

Le modalità operative dell’iniziativa

Il piano complessivo indicato si avvia, in concreto, con un’informativa iniziale da parte della società di distribuzione dell’energia e che preveda la sottoscrizione di un accordo relativo a tempi, costi e modalità attraverso cui si ammodernino le colonne montanti obsolete all’interno dei condomìni. Le stesse società, poi, dovranno anche prestabilire, entro il 30 Giugno del 2020, una prima versione o modello di un contratto-tipo.

Per ciò che concerne invece il condominio, esso dovrà conservare in maniera accurata la documentazione relativa alle spese sostenute e sulla base della quale poi potrà ottenere i rimborsi spettanti, elargiti sempre dalla società di distribuzione dell’energia elettrica. Al fine di evitare eventuali abusi, saranno poi previsti specifici controlli a campione.

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