Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più l’esigenza, da un lato, di ridurre i costi finanziari connessi al consumo di energia (sia da parte delle singole famiglie che degli Stati) e, dall’altro, di cercare di produrne in maniera sostenibile, quindi salvaguardando l’ambiente. Questo ha causato la diffusione sempre maggiore di impianti fotovoltaici, installati sia su immobili privati che edifici pubblici.

Tali impianti hanno evidenziato, nel corso del tempo, anche considerevoli passi in avanti a livello tecnologico, grazie a pannelli solari super efficienti che forniscono maggiori quantità di energia elettrica rispetto a quelli finora realizzati o, addirittura, a pannelli autoriparanti che riducono la dispersione di materiali, in caso di danni alle loro celle. Comunque, uno degli obiettivi principali di simili impianti è il risparmio economico ottenibile grazie ad un sistema fotovoltaico. Cerchiamo di capirne l’ammontare e i costi.

L’evoluzione del fotovoltaico nel nostro Paese in questi anni

Tale settore di recente ha visto considerevoli trasformazioni ed evoluzioni, dovuti sia ai diversi cambiamenti normativi che allo sviluppo rapido di questo mercato in Italia. Se inizialmente si assisteva alla diffusione di grandi impianti fotovoltaici, oggi si tende a realizzare impianti più piccoli, destinati a strutture di genere produttivo o abitativo.

In passato, infatti, i mega impianti erano prevalentemente destinati alla vendita dell’energia alla società statale di distribuzione elettrica, mentre oggi si preferisce privilegiare l’installazione di piccoli impianti capaci di autoprodurre energia e di favorire un risparmio sui costi energetici, sia per le singole famiglie che per le aziende.

Il risparmio ottenibile dai sistemi di questo genere

Con un impianto fotovoltaico si riduce la richiesta di energia elettrica a fornitori esterni, risparmiando di consguenza chilowattora. Ciò porta naturalmente alla riduzione dei consumi e delle spese connesse all’energia, presenti nella tradizionale bolletta elettrica. L’obiettivo finale dovrebbe essere poi l’azzeramento di tali spese.

Tuttavia, bisogna sempre tener presente i costi iniziali di installazione dell’impianto stesso. Infatti un certo risparmio effettivo lo si può ottenere soltanto dopo aver ammortizzato tali costi preliminari: la convenienza quindi non sarà mai evidente nell’immediato. Una famiglia o un’azienda dovranno prestare attenzione anche a questo fattore, per poter valutare e quantificare attentamente i risparmi ottenibili nel corso del tempo.

I costi indicativi di un impianto

Al giorno d’oggi è possibile sia realizzare un impianto fotovoltaico “fai da te” sia usufruire della professionalità di aziende che forniscono i materiali necessari, e che effettuano l’installazione e l’allaccio alla rete elettrica sbrigando inoltre tutte le pratiche necessarie. Nel caso del fai da te, i costi si possono aggirare intorno ai 1.000 Euro per kW installato (acquistando dei kit fotovoltaici e quindi solo i materiali, anche su internet).

Se si chiede l’intervento di una società specializzata in questo ambito, invece, i costi connessi possono raggiungere anche i 2.000 Euro per kW installato e quindi per un impianto da 6 kW si potranno spendere intorno ai 6.000 Euro. Tuttavia, come detto, sarà la società stessa ad effettuare un lavoro completo e ad occuparsi di ogni singolo aspetto, fornendo all’utente finale l’impianto completo e funzionale.

Ricordiamo, comunque, che una considerevole percentuale delle spese sostenute per l’installazione di pannelli fotovoltaici, intervento rientrante nel cosiddetto Ecobonus, potrà essere rimborsata sotto forma di detrazioni fiscali e attraverso la dichiarazione dei redditi eseguita annualmente.

Resa e risparmio finale di un sistema fotovoltaico

Per quanto riguarda i rendimenti effettivi ed attesi da un impianto di questo genere, essi dipendono da molteplici fattori, come ad esempio la potenza dello stesso, l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli, il luogo di installazione di questi (naturalmente il Nord Italia risulta essere meno redditizio rispetto al ben più soleggiato Sud del Paese) ed il decadimento fisiologico dell’impianto stesso nel corso del tempo.

Per ciò che concerne il risparmio sui costi della bolletta elettrica, anche in questo caso possono influire vari fattori. Tra questi, ad esempio, incide anche se l’azienda o la famiglia rivende parte dell’energia autoprodotta oppure la consuma per intero. Nel primo caso, infatti, non soltanto si avrà un risparmio in bolletta, ma addirittura si potrà anche guadagnare dalla vendita di energia elettrica. Ulteriori fattori importanti sulla riduzione dei costi possono essere il tipo di impianto installato e la spesa iniziale dello stesso.

Quest’ultima potrebbe rientrare e quindi essere ammortizzata indicativamente nell’arco di 7-10 anni, se non si usufruisce delle detrazioni fiscali; mentre il periodo si riduce a 4-7 anni nell’ipotesi in cui invece si usufruisse di tali incentivi statali.

Fotovoltaico e risparmio

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