A volte, quando si acquista un immobile, ci si potrebbe trovare di fronte alla necessità di spendere ulteriormente in lavori di ristrutturazione. Gli stessi lavori possono essere necessari anche nel caso in cui la nostra casa abbia bisogno di interventi urgenti per riqualificare un ambiente oppure per integrare impianti tecnologici al fine di migliorarne la vivibilità.

In tutti questi casi, si parla di ristrutturazione edilizia, ed è necessario dunque conoscere tutto quello che riguarda gli oneri e le agevolazioni riservate a chi ha intenzione di effettuare una spesa del genere. Infatti, così come evidenziato anche nel sito dell’Agenzia delle Entrate, tutte le persone che devono spendere per lavori di ristrutturazione edilizia, hanno la possibilità di detrarre l’imposta Irpef per un totale del 36%.

Tale aliquota sale al 50%, per un limite di spesa massimo di 96.000 euro ad unità immobiliare, nel caso in cui le spese di ristrutturazione siano avvenute entro il periodo che va dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013 .

Le ultime novità

ristrutturazione ediliziaIl 6 giugno del 2013 è entrato in vigore il decreto legge 64, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2013 che, oltre a sancire quanto appena detto, ha anche riconosciuto una detrazione del 50% per le spese legate all’acquisto di elettrodomestici di classe A e superiore (nel caso dei forni), A+ e superiore (per tutti gli altri grandi elettrodomestici) e per tutte le altre apparecchiature definite da etichetta energetica: l’importante è che tutti questi apparecchi rientrino come arredamento dell’immobile che si ha intenzione di ristrutturare.

Tale tipo di detrazione viene suddivisa in 10 quote, con scadenza annuale, tutte del medesimo importo, da calcolare su un totale di spesa complessivo che non superi i 10.000 euro.

Nel caso di immobili destinati ad abitazione private, che hanno bisogno di interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria o recupero edilizio, viene applicata l’Iva agevolata al 10%.

Chi può usufruire delle detrazioni sulla ristrutturazione edilizia

Vediamo ora quali sono i beneficiari delle agevolazione relative ai lavori di ristrutturazione. Innanzitutto, le detrazioni e gli sgravi fiscali sono appannaggio non solo dei proprietari o dei titolari dei diritti sugli immobili oggetto di lavori, ma anche eventuali inquilini o soggetti in comodato d’uso.

Secondo quanto riportato dal sito dell’Agenzia delle entrate, possono beneficiare del diritto alla detrazione le seguenti categorie di persone:

  • il proprietario o il nudo proprietario
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • l’inquilino o il comodatario
  • i soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Se le spese vengono effettuate da un familiare che convive con il soggetto che possiede o detiene l’immobile, l’agevolazione viene garantita allo stesso modo. L’importante è che tutte le fatture e gli eventuali bonifici legati alle spese di ristrutturazione edilizia siano intestate al convivente, il quale deve risultare in questo tipo di condizione sociale nei confronti del proprietario fin dal momento dell’invio della comunicazione di partenza dei lavori.

Se una persona decide di eseguire i lavori in proprio, può godere della detrazione Irpef limitatamente alle spese relative ai soli materiali utilizzati per le opere di ristrutturazione edilizia.

Adempimenti per ottenere le agevolazioni

Per questo tipo di detrazioni legate alle ristrutturazioni di immobili, il committente deve garantire una serie di requisiti. In particolare esiste un limite di spesa che non deve superare i 48.000 euro per ogni unità immobiliare, somma su cui si va a calcolare la detrazione. Come abbiamo detto in precedenza, tale somma relativa alla spesa per i lavoro raddoppia in caso di spese sostenute nel periodo dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013.

Tale detrazione deve essere suddivisa in 10 quote con scadenza ogni 12 mesi, tutte di pari importo. Non è più previsto dalla legge (che ha soppresso tale pratica attraverso il decreto n.70 del 2011) l’obbligo di segnare sulla fattura il costo relativo alla manodopera.

Altre possibilità di detrazione

Oltre alle tipologie di ristrutturazione edilizia finora indicate, esistono anche altri interventi per cui è possibile ottenere l’agevolazione.

Innanzitutto, per lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche, come ad esempio l’installazione di un ascensore esterno all’abitazione o di un montacarichi dedicato.

Sempre sul genere dell’intervento precedente, è prevista la detrazione in caso di realizzazione di particolari impianti e strumenti necessari a favorire la mobilità di persone disabili e portatrici di gravi handicap, all’interno e all’esterno dell’abitazione.

Anche nel caso in cui si voglia effettuare un tipo di ristrutturazione edilizia atta a prevenire il rischio di furti o altri atti illeciti, oppure per eseguire opere necessarie a evitare infortuni di tipo domestico, è possibile godere delle agevolazioni di cui sopra.

Un ultimo caso è quello in cui la ristrutturazione edilizia è necessaria per ripristinare un immobile danneggiato da un evento come terremoto o altra calamità naturale. L’importante è che l’evento sia stato dichiarato a tutti gli effetti come “stato di emergenza o calamità naturale”.

Ristrutturazione per evento sismico

Anche i lavori dovuti all’adozione di misure antisismiche possono rientrare fra quelli per cui è prevista la detrazione del 36%, a patto che siano stati realizzati “sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendano interi edifici”.

In particolare, il Decreto legge 63/2013 recita: “per queste spese, le cui procedure autorizzatorie siano attivate dopo il 4 agosto 2013 su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2, identificate con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003), riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive, la detrazione, fino al 31 dicembre 2013, sale al 65%, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.”

Le procedure per ottenere le detrazioni

Ecco l’iter da seguire per riuscire ad ottenere le detrazioni legate ai lavori di ristrutturazione edilizia.

Innanzitutto bisogna inviare alla ASL di competenza una comunicazione di inizio lavori, qualora sia previsto dalle norme sulle condizioni di sicurezza dei cantieri. Tale comunicazione va presentata con una raccomandata A.R.

Successivamente è necessario pagare tutte le spese detraibili attraverso un bonifico bancario o un bollettino postale, in cui sia evidente la causale del versamento, i dati fiscali di chi effettua il pagamento, ed il codice fiscale o la partita Iva di chi riceve la somma di denaro per effettuare i lavori.

In seguito vanno indicati nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile per cui si richiede la detrazione fiscale. Qualora i lavori vengono effettuati da chi detiene il possesso dell’immobile, vanno indicati anche gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per poter controllare l’effettiva possibilità di detrazione.

I documenti richiesti sono indicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Per comodità riportiamo qui di seguito lo stesso elenco:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento dell’Ici, se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento

Normative relative alla ristrutturazione edilizia

In quest’ultima parte, mettiamo a disposizione un elenco di leggi e decreti, con l’obiettivo di conoscere al meglio tutte le norme collegate ai lavori di ristrutturazione edilizia, alle detrazioni correlate e alle altre agevolazioni, oneri, ecc.

E’ possibile che tali articoli abbiano mutato nel corso degli anni il proprio contenuto originario.

  • Articolo 16 bis del Testo unico delle imposte dirette 917/1986 – Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici
  • Dpr n. 380 del 6 giugno 2001 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
  • Articolo 7 del Dl n. 70 del 13 maggio 2011 – Semplificazioni fiscali
  • Articolo 11 del Dl 83/2012 – Detrazioni per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico
  • Articolo 16 del Dl 63/2013 – Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili
  • Provvedimento del 17/03/2006 – Approvazione del modello di comunicazione di inizio lavori di ristrutturazione edilizia per fruire della detrazione d’imposta ai fini Irpef, previsto dall’articolo 1 del decreto interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41 (Gazzetta Ufficiale n° 70 del 24/03/2006)
  • Provvedimento del 02/11/11 – Documentazione da conservare ed esibire a richiesta degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a), del Decreto Interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41 come sostituito dall’art. 7 , comma 2, lett. q) del Decreto Legge 13 maggio 2011, n° 70 (Pubblicato il 03/11/11)
  • Risoluzione n. 55 del 07/06/12 – Interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 212 del 2000 – Agevolazione del 36% – Incompletezza dei dati del bonifico ai fini della ritenuta d’acconto – Articolo 25 decreto legge n. 78 del 2010 (Pubblicata il 07/06/12)

Bonus Mobili 2013

Buone notizie anche per gli inquilini in affitto: il bonus mobili del 2013, rientra fra gli interventi per cui si può sfruttare la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni. L’importante è che sia lo stesso inquilino a richiederlo in seguito a spese di ristrutturazione da lui pagate per intero, e che dunque i mobili acquistati siano connessi ai lavori effettuati.

La possibilità di beneficiare delle agevolazioni è garantita dalla natura stessa del cosiddetto Bonus Mobili 2013: infatti, tale diritto è riservato non al contribuente che possiede l’immobile, ma è collegato strettamente alla stessa unità immobiliare.

Il beneficio prevede dunque la detrazione del 50% fino a una spesa massima di 10.000 euro totali.

Come effettuare i pagamenti

Uno dei requisiti per avere la possibilità di richiedere i benefici legati alle ristrutturazioni, consiste nel far effettuare alla stessa persona il pagamento (dei mobili e della ristrutturazione) e la richiesta: non importa se il soggetto in questione sia il proprietario o l’inquilino che necessita dei lavori.

I pagamenti dovranno essere effettuati tramite bonifici bancari, per poter identificare attraverso la causale del versamento il soggetto che effettuerà la richiesta di detrazione.

L’Agenzia delle entrate mette comunque a disposizione una guida in formato elettronico che può essere consultata per avere il dettaglio di tutte le agevolazioni fiscali, e avere risposta immediata ai tanti dubbi di chi ha in mente di acquistare o ristrutturare la propria casa.

Come compilare il bonifico

Ecco alcune indicazioni per procedere alla corretta compilazione del bonifico (bancario o tramite conto corrente postale) da parte di chi ha intenzione di richiedere successivamente la detrazione del 50%.

Innanzitutto bisogna compilare la causale del versamento inserendo tutti i riferimenti della normativa relativa alle agevolazione, ovvero l’articolo 16-bis del d.P.R. 917/1986 o la legge n. 449/1997 in caso di detrazione 36%.

Per poter ricollegare il bonifico alla fattura che si sta pagando, è opportuno riportarne il riferimento sempre nella causale del versamento. In caso di errore in questi campi, non c’è rischio di vedersi annullata la domanda, ma sarà sicuramente necessario fare un accertamento.

Come abbiamo già detto, l’operazione bancaria o tramite Poste, deve essere effettuata dalla stessa persona a cui vengono intestate le fatture per le spese dei lavori: il soggetto deve inoltre indicare il proprio nome, cognome e codice fiscale. Qualora l’immobile sia in comproprietà, vanno indicati i dati dei diversi soggetti, oltre a quello dell’ordinante il bonifico.

Una nota molto importante riguarda il caso in cui il lavoro comporti la ristrutturazione di una delle parti comuni del condominio: in questo caso, il bonifico deve contenere anche il codice fiscale del condominio e dell’amministratore.

Anche i dati dell’impresa o del privato che riceve il bonifico devono essere inseriti fra i dati del bonifico. Per la precisione, vanno comunicati Partita IVA o Codice Fiscale di chi ha effettuato i lavori di ristrutturazione o ha ceduto il materiale utilizzato.

Bisogna fare la massima attenzione nella compilazione dei bonifici, perchè un minimo errore da parte del soggetto ordinante potrebbe comportare ogni diritto alla detrazione.