Roma e Milano

Rispetto al primo semestre del 2017, nella prima metà del 2018, è stato rilevato un considerevole aumento della redditività per quanto riguarda il settore degli affitti brevi. Vediamo quindi quanto è stato evidenziato dagli esperti del terzo Osservatorio sugli Affitti con breve termine di Halldis.

In base alle segnalazioni, la redditività degli immobili sarebbe in aumento sino al 12% a Roma e ben il 20% a Milano. Questa situazione è favorita dall’incremento dei prezzi e dei tassi di occupazione; la situazione tiene anche a Bologna dove, nonostante un calo dell’occupazione del 3%, vi è stato con un incremento dei prezzi di circa il 4%; invece a chiudere la classifica dei rendimenti troviamo la bella Firenze in cui si registra un decremento del 2,97% causato dal calo dei prezzi che si deve all’elevata competizione che vive il capoluogo toscano.

L’analisi condotta da Halldis ha studiato le quattro maggiori località che appartengono al portafoglio della società: quindi i 385 appartamenti di Milano, i 190 di Roma, i 250 di Firenze e, infine, i 140 di Bologna.

In prima analisi, l’Osservatorio, spiega come vengono vissuti gli affitti a breve termine da parte dei clienti in base a diversi fattori come l’offerta totale degli appartamenti o la differenziazione per città e aree oppure la durata media del soggiorno e la booking window, cioè la forbice temporale che c’è fra la prenotazione e l’arrivo in casa. Vediamo poi il prezzo medio giornaliero, detto Adp o Average Daily Price e, infine il trend registrato nei due semestri precedenti del 2017.

La se seconda parte dell’analisi dell’Osservatorio riguarda la redditività degli immobili, in base alle stesse variabili sopra elencate e RevPar e saturazione.

Milano: in testa il capoluogo lombardo

A Milano, in questi primi sei mesi del 2018 si è registrata la media di occupancy di 85,68%, quindi in crescita di più del 10% rispetto alla prima metà del 2017.

Attraverso ReyPar, o Revenue per Available Rental che tiene in considerazione il prezzo medio giornaliero ed il tasso di occupazione, è risultato un fatturato generato per affitto maggiore nella zona conosciuta come Quadrilatero della moda che supera addirittura Duomo-Centro e Conciliazione-Cadorna.

Roma capitale non è da meno!

Invece, a Roma, nel primo semestre di questo 2018 c’è stato un tasso di saturazione pari al 69,25% e più alto del 5% circa rispetto ai primi sei mesi del 2017.

Per quanto riguarda il RevPar, quello più alto si trova a Trevi, seguono Campo de’ Fiori e piazza di Spagna.

Scopriamo la situazione bolognese

Nel primo semestre di quest’anno, a Bologna, si sono registrati dei dati di occupazione e RevPar con segno opposto: l’occupazione è in diminuzione del 3% ma prezzi medi in crescita del 3,99%, quindi il risultato del RevPar è comunque positivo.

Il quartiere con il rendimento più alto è la zona del centro, il secondo più redditizio, invece, Saffi-Ospedale Maggiore.

Il ReyPar del centro storico di Firenze

A Firenze, nel periodo in analisi, è stato registrato un aumento del 2,32% del tasso di occupazione ma un calo più importante dei prezzi medi, causato dall’elevata disponibilità di case che portano il RevPar e il rendimento degli immobili ad un calo dell’1,89%.

Diversamente da tutte le altre città, a Firenze gli utenti non premiano l’area del Centro storico ma preferiscono Oltrarno.

I dati sull’occupazione

Un altro dato molto interessante è quello che interessa la concentrazione dell’occupazione. In base a quanto emerso, nell’arco del semestre che stiamo analizzando, le quattro città oggetto dello studio sono accomunate dalla situazione che il mese con l’occupazione e il rendimento minore è proprio gennaio. Nello specifico, l’occupazione più alta è stata, per Milano, a febbraio con l’89,32%; per Roma, Bologna e Firenze a maggio con, rispettivamente, l’84,42%, il 71,83% e il 78,02%. In generale si può dire che il tasso di saturazione risente di alcuni importanti eventi fieristici o culturali come la Fashion Week di Milano o il Maggio Fiorentino.