Capita spesso di confondere il condono edilizio con la sanatoria edilizia. Pur essendo entrambi strumenti per risanare delle irregolarità, sono nella sostanza molto diversi tra loro per tipologia e per termini di presentazione.

La principale differenza è che il condono è una legge del governo, un provvedimento speciale la cui domanda ve espletata entro una scadenza. La sanatoria, invece, è un provvedimento amministrativo rientrante nella normale normativa urbanistica vigente.

Caratteristiche della sanatoria edilizia

La sanatoria edilizia – tramite provvedimento sanante – permette:

  • di rimuovere i vizi di un atto illecito rendendolo valido ed efficace;
  • di eliminare il carattere di antigiuridicità di un’attività illecita rendendola legale.

L’accertamento di conformità in sanatoria è previsto per quelle opere edilizie che pur risultando conformi alla disciplina urbanistico – edilizia, sono state realizzate abusivamente, vale a dire senza un titolo (permesso) edilizio oppure per quelle opere edificate in difformità o con variazioni essenziali rispetto al titolo edilizio rilasciato.

La funzione dell’accertamento di conformità serve a regolarizzare quelle opere abusive che presentano solo un’irregolarità formale e non anche sostanziale.

Permessi e restrizioni

sanatoria ediliziaIl permesso di costruire in sanatoria – un tempo denominato Concessione edilizia in sanatoria – è disciplinato dal Testo Unico dell’Edilizia. Il permesso si può richiedere per interventi eseguiti in assenza del o in difformità dal medesimo.

Un presupposto fondamentale della sanatoria è la doppia conformità, vale a dire che l’opera abusiva sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, sia al momento della sua realizzazione (esecuzione della costruzione abusiva) che al momento della richiesta di sanatoria (presentazione della domanda).

Poiché si sono fatti interventi in mancanza di permesso o autorizzazione, il richiedente la sanatoria dovrà corrispondere una sanzione pecuniaria pari al doppio del contributo di costruzione che è normalmente richiesto dal Comune. Per i lavori o interventi per cui è prevista la gratuità, si pagherà un contributo minimo pari 516 €.

Chi può richiedere la sanatoria e i termini di domanda

I soggetti che possono legittimamente richiedere l’accertamento di conformità sono il responsabile dell’abuso e il proprietario attuale dell’immobile.

A seconda delle opere abusive realizzate, cambiano i termini per la presentazione dell’istanza di sanatoria:

  • in caso di opere realizzate in assenza di permesso edilizio o in totale difformità da quanto previsto dalla disciplina urbanistica vigente nel comune o con variazioni essenziali, il termine per presentare istanza è di 90 giorni dalla notifica di provvedimento con il comune intima la demolizione dell’opera abusiva;
  • in caso di opere di ristrutturazione edilizia che siano difformi dalla disciplina o svolte in assenza di permesso, il termine è espressamente indicato nel provvedimento comunale di ingiunzione alla demolizione dell’opera abusiva;
  • in caso di opere effettuate in parziale difformità dal permesso edilizio ottenuto, il termine per sanare è indicato con una ordinanza del dirigente dell’ufficio competente.

Una volta presentata la richiesta di sanatoria, il dirigente dell’ufficio competente dovrà pronunciarsi entro 60 giorni. La richiesta si intende rifiutata, se – decorsi i 60 giorni – l’ufficio non risponde.

Oltre ai termini per la presentazione, variano anche le sanzioni amministrative da corrispondere per sanare l’illecito a seconda della tipologia del medesimo. La sanzione è finalizzata all’ottenimento del provvedimento sanante:

  • nel caso di opere soggette a permesso di costruzione, si dovrà corrispondere un contributo pari al doppio di quanto normalmente il comune richiede;
  • per le opere soggette a permesso gratuito, ma difformi dalla disciplina, si dovrà corrispondere un contributo pari a quello previsto per i normali permessi di costruzione;
  • per le opere realizzate in parziale difformità, si dovrà corrispondere una somma da determinarsi in base all’abuso e relativamente alle sole parti difformi.

La sanatoria non è prevista per le lottizzazioni abusive.