Scarsa efficienza energetica vecchie case

In questi anni diverse sono state le iniziative lanciate dai vari governi per agevolare le ristrutturazioni edilizie o comunque interventi volti a rinnovare l’edilizia nel nostro Paese. Ciò per diverse finalità, come ad esempio per migliorare gli immobili e renderli maggiormente efficienti dal punto di vista energetico oppure per incrementarne la sicurezza a livello sismico (in un Paese fortemente a rischio come il nostro) o, ancora, semplicemente per adeguarle alle ultime tecnologie, agevolando quindi ristrutturazioni innovative.

Tra le varie misure approvate in tempi recenti in tal senso, importante risulta essere il Decreto Crescita 2019, che prevede alcune novità per gli immobili in funzione antisismica e per una migliore efficienza energetica, oltre a minori limitazioni per l’edilizia privata in generale. Tuttavia, come vedremo, la situazione abitativa nel nostro Paese ancora presenta molte ombre, in particolare a livello di abitabilità ed anzianità delle strutture. Da ciò quindi rischi per la sicurezza complessiva delle persone e costi eccessivi a livello energetico.

Confartigianato ha portato alla luce uno spaccato del settore immobiliare italiano che vede oltre 2 milioni di case malmesse e vecchie, che oltre a sviluppare un evidente pericolo per la sicurezza dei cittadini aumentano anche la bolletta energetica. La situazione peggiore si verifica nel Mezzogiorno, ma vediamo nello specifico quali sono le regioni in Italia più colpite e quali sono i problemi che ne conseguono. Oltre le possibili soluzioni offerte dagli sgravi fiscali, attraverso le varie Leggi di Stabilità approvate in questi anni.

Come si noterà, anche a livello di anzianità strutturale delle abitazioni e quindi di qualità delle stesse, il nostro Paese presenta una netta divisione tra il Sud ed il Centro-Nord, con picchi di eccellenza in quest’ultima area territoriale, mentre al Meridione si vive ancora in molti casi con strutture in pessimo stato. Andiamo a vedere più da vicino la situazione generale riscontrata nel nostro Paese, a livello regionale e provinciale.

In Sicilia il 26,8% delle abitazioni è in cattivo stato

Purtroppo la classifica della regione con più case in stato mediocre-pessimo viene vinta dalla Sicilia, con il 26,8% del totale delle case malmesse. A seguire la Calabria con il 26,2% e la Basilicata con il 22,3%. Le cose migliorano decisamente spostandoci verso il Nord, soprattutto in Alto Adige e in Umbria, dove le abitazioni in pessimo stato si riducono al 10,7% del totale, seguite dalla Toscana, dove la percentuale si alza leggermente all’11,5%.

Per quanto riguarda invece le province il record negativo spetta a Vibo Valentina con il 31,4%, seguita da Reggio Calabria (31,13%) e Catanzaro (25,8%). Anche in questo caso vediamo però anche l’altra faccia della medaglia, in quelle province in cui la situazione è nettamente a favore delle nuove case, in un complesso di abitazioni vecchie che si attestano solo all’8,2% per Prato, Bolzano (8,5%) e Siena (8,5%).

A livello di classificazione energetica  si rientra nella maggior parte dei casi in classe G, la più bassa o la peggiore come efficienza o prestazioni di tipo energetico, rispetto al massimo rappresentato dalla classe A4. Per quanto riguarda le condizioni di abitabilità di un immobile, una classe G presenta una coibentazione della struttura edilizia praticamente inesistente; impianti per la produzione e regolazione del calore desueti; nessun utilizzo di fonti rinnovabili.

In termini numerici, per coloro che vi abitano, consumi energetici superiori ai 350 Kilowattora a metro quadro, quindi ben dieci volte superiori alla medesima abitazione ma rientrante in una classe A. Questo va ad influire anche sul comfort abitativo, che si traduce in umidità elevata all’interno dell’immobile, presenza di spifferi di vento provenienti dalle finestre o altri infissi e sensazione persistente di freddo durante la stagione invernale. A tali pessime condizioni si aggiunge poi anche la beffa di consumi energetici elevati e quindi di spese considerevoli per il riscaldamento.

Come vedremo, comunque, esiste la possibilità concreta di migliorare il comfort abitativo, anche grazie alle agevolazioni di natura fiscale proposte attraverso molteplici bonus sulla casa e sui lavori edilizi che vi si possono svolgere.

Bonus fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico

La maggior parte degli edifici italiani sono di tipo residenziale e tre quarti di questi sono stati costruiti prima del 1981, andando quindi a compiere oltre 38 anni di età. Solo il 25,9% delle abitazioni è stato invece fabbricato più recentemente.

Al fine quindi di trovare una soluzione a questo decadimento abitativo si è cercato di intervenire nel corso del tempo attraverso i bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico. Già nel 2016 Confartigianato invitava le autorità statali a lanciare nuove iniziative nel settore edile ed a confermare quelle migliori già avviate in precedenza. “È indispensabile – spiegava allora Arnaldo Redaelli, presidente di Confartigianato Edilizia – rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari”.

Infatti, la problematica della qualità e dell’anzianità di abitazioni ed edifici si riflette direttamente, come affermato già in precedenza, sui costi che gravano sulle tasche degli italiani. Abitare in un immobile vecchio o in pessimo stato va ad incidere enormemente sulle spese necessarie per il suo riscaldamento. Sorge inoltre un altro problema, quello della sostenibilità ambientale di tali strutture e degli impianti installati al loro interno.

Difatti, essendo questi sicuramente vecchi, tenderanno ad inquinare maggiormente o, comunque, ad essere meno efficienti da diversi punti di vista. E’ in considerazione di tutto ciò, che in questi anni sono stati confermati vari bonus per la casa e agevolazioni di diverso genere (sotto forma di rimborso Irpef) per coloro che avessero eseguito lavori di miglioramento o di efficientamento energetico della propria abitazione. Come vedremo, le varie Leggi di Stabilità hanno in questi ultimi anni sempre prorogato tali misure.

Leggi di Stabilità: sgravi fiscali del 50% e 65%

Con la proroga delle detrazioni fiscali, chi apporta ristrutturazioni, acquista mobili, grandi elettrodomestici e migliora l’efficienza energetica, può usufruire di incentivi fiscali che variano dal 50% (ristrutturazione edilizia) al 65% (efficientamento energetico).

Il bonus del 65% ad oggi potrà essere anche utilizzato dagli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica. Il tetto massimo di spesa consentito dalla più recente Legge di Stabilità 2019 è confermato in 96.000 euro e il bonus viene ripartito in dieci quote annuali, sia per le detrazioni al 50% che al 65%.

Per quanto riguarda invece il bonus mobili, la spesa massima è di 10.000 euro, con uno sgravio Irpef del 50%. Sono compresi nel bonus anche: letti, armadi, librerie, tavoli, sedie, comodini divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi per l’illuminazione. Oltre che elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. Rientrano poi anche: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Mentre sono esclusi: porte, pavimenti, tende e complementi d’arredo.

Ricordiamo comunque che del bonus mobili è possibile usufruire soltanto se associato a delle ristrutturazioni edilizie per singole abitazioni private oppure su parti comuni di edifici di tipo residenziale. Utili informazioni al riguardo possono essere trovate sul sito dell’Agenzia delle Entrate o su apposite guide informative dello stesso ente statale. Medesime notizie sono disponibili anche per coloro che fossero interessati alle agevolazioni riguardanti le ristrutturazioni edilizie.

Le case vecchie in Italia