La Scia (Segnalazione certificata inizio attività) è una sorta d’evoluzione della Denuncia di inizio attività e rientra fra quei permessi necessari per intraprendere operazioni edili sul suolo italiano.

La ratio è sempre quella della semplificazione e, infatti, la Scia come la Dia funzionano attraverso il procedimento del silenzio-assenso della pubblica amministrazione.

Quando si usa

La Scia si applica nei casi di:

  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione leggera (nessuna modifica al volume, alla silhouette dell’edificio, ai prospetti e superfici, nessun cambio di destinazione d’uso)
  • Manutenzione ordinaria quando sono presenti interventi strutturali, aumento delle unità immobiliari e incremento dei parametri urbanistici

sciaOgni Comune, in ogni caso, può modificare gli ambiti d’applicazione della Segnalazione aumentandoli a comprendere, ad esempio, anche l’arredo urbano o la realizzazione di parcheggi a raso.

Quindi è consuetudine che la Segnalazione sostituisca in toto la Dia tranne nei casi in cui questa – ormai in disuso – è stata sostituita dalla Super Dia, ovvero nei casi di costruzione di immobili secondo le precise direttive del piano urbanistico.

Quando e come si presenta

La Scia si presenta al Comune sede dei lavori il giorno prima dell’inizio degli stessi. La ditta può iniziare subito a lavorare: sta all’amministrazione pubblica, entro 60 giorni dalla richiesta, procedere in caso di irregolarità; oltre questo limite, il Comune può bloccare i lavori solo nel caso di gravi danni al patrimonio artistico o alla salute pubblica.


I documenti richiesti per la Segnalazione sono:

  • Relazione di un professionista abilitato (architetto, ingegnere, geometri e perito)
  • Elaborati grafici che mostrino la situazione prima e dopo i lavori
  • Il Documento unico di regolarità contributiva dell’azienda (oltre che la comunicazione sull’identità dell’azienda stessa)
  • Il pagamento dei diritti di segreteria

A seconda del tipo di operazione, poi, possono essere richiesti:

  • Autorizzazione paesaggistica
  • Autorizzazione sismica del Genio Civile
  • Autorizzazione dell’ASL
  • Relazione sulle barriere architettoniche e/o la certificazione energetica

Come si può vedere la documentazione è numerosa e precisa. Rivolgersi ad una ditta di professionisti, quindi, è fondamentale: spesso sono loro ad occuparsi della parte burocratica, permettendo al cliente di preoccuparsi solo dell’aspetto interessante del restauro (ovvero la parte “creativa”).