Il nostro Paese purtroppo da sempre soffre la piaga dei terremoti, tuttavia soltanto negli ultimi anni le autorità statali hanno avviato delle iniziative e fornito incentivi e benefici di natura fiscale per rendere antisismiche sia le strutture abitative esistenti che quelle di nuova realizzazione. Questo genere di benefici riguardanti tali interventi edilizi specifici va sotto il nome di Sisma bonus e si va a sommare ad altre agevolazioni di varia natura previste per lavori di ristrutturazione delle abitazioni.

Gli interventi legislativi avvenuti in materia nel corso del tempo sono stati volti a migliorare e rendere più semplici le procedure per l’adesione a tali iniziative e relative agevolazioni, al fine di ridurre le drammatiche conseguenze sociali e umane dei terremoti nel nostro Paese. Tuttavia, di tanto in tanto, si rendono necessarie delle precisazioni da parte di enti o autorità statali, tra cui della stessa Agenzia delle Entrate sul Sisma bonus ad esempio, per chiarire alcuni punti o dubbi di natura normativa al riguardo.

Anche in questi ultimi mesi, a cavallo tra il 2018 ed il 2019, l’ente statale non solo è intervenuto con ulteriori chiarimenti su quesiti inerenti la fruizione del Sisma bonus, ma addirittura ha pubblicato una nuova guida proprio sull’argomento. Prima di andare a vedere nel dettaglio quali sono i chiarimenti e fornire informazioni sull’ultima guida dell’Agenzia delle Entrate, facciamo una breve sintesi su cosa prevede il Sisma Bonus.

Interventi ed agevolazioni su lavori edilizi antisismici

L’adesione a questo genere di interventi può essere richiesta da parte dei proprietari di strutture abitative oppure di quelle destinate ad attività commerciali, professionali ed agricole. La detrazione d’imposta minima prevista è del 50% per un tetto massimo di spesa complessiva di 96.000 Euro per ciascuna unità immobiliare. Tale detrazione può arrivare al 70% ed all’80% nel caso i lavori edilizi permettano il passaggio, rispettivamente, ad una o due classi di rischio inferiori.

Nel caso in cui si effettuassero lavori condominiali sulle parti comuni, le detrazioni raggiungono l’80% e l’85%, sempre in caso di riduzione della classe di rischio di uno o di due livelli. Inoltre, vi è anche la possibilità da parte dei condomini di cedere il credito d’imposta alle società che eseguono tali lavori.

Poi, nel caso in cui queste imprese svolgessero interventi di demolizione e ricostruzione di fabbricati in aree comunali classificate a rischio sismico 1, il Sisma bonus può essere richiesto dagli acquirenti di immobili all’interno del fabbricato stesso. In particolare, tali soggetti hanno diritto ad una detrazione del 75% o dell’85% sul prezzo pagato per l’abitazione, in base al consueto passaggio ad una o due classi di rischio inferiori.

Chiarimenti e guida dell’ente statale

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta, come dicevamo, a chiarire su alcune problematiche relative al Sisma bonus. La prima riguardava la cumulabilità tra contributi ottenuti per riparare edifici colpiti da eventi sismici e la detrazione per interventi destinati alla riduzione del rischio sismico per gli stessi immobili. La seconda, invece, era inerente la fruibilità dei benefici nel caso in cui al piano di intervento di riduzione del rischio sismico non veniva allegata immediatamente la relativa asseverazione richiesta.

Per quanto riguarda il primo caso, con la risposta n°61/2019, l’ente afferma che il finanziamento ottenuto per riparare dei danni, causati ad un edificio dal sisma d’Abruzzo del 2009, non fa decadere l’opportunità di ottenere i benefici del Sisma bonus per effettuare interventi successivi e destinati sempre al miglioramento in chiave antisismica della medesima struttura. Considerando, nel caso specifico, la contitolarità della proprietà di questa, i benefici dovranno essere suddivisi in base alle spese sostenute da ciascuno.

Nella risposta n°64/2019 invece l’agenzia statale chiarisce i dubbi di un soggetto che voleva usufruire dei benefici del Sisma bonus anche se gli interventi di demolizione e ristrutturazione di un immobile sono stati abilitati attraverso un semplice “permesso a costruire” (senza asseverazione), anziché con la cosiddetta Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

La risposta dell’ente è stata negativa per il richiedente. In sintesi, questa afferma che l’asseverazione è un documento fondamentale per ottenere i benefici richiesti e deve essere redatto dal progettista dei lavori e consegnato sempre unitamente alla documentazione riguardante la Scia allo sportello unico competente.

Comunque, per coloro che volessero avere tutte le informazioni riguardanti il Sisma bonus ed i relativi benefici, di cui poter usufruire in caso di lavori di ristrutturazione, esiste una nuova guida dell’Agenzia delle Entrate da poter consultare facilmente e scaricare anche sul proprio computer.

Chiarimenti sul Sismabonus 2019

Sisma bonus nel dettaglio, nuova guida e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
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