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La legge n. 392/78 art. n.6 disciplina la successione nel contratto di locazione. Andiamo quindi a vedere nello specifico cosa accade in caso di vendita o di morte del proprietario dell’immobile e del conduttore e a chi spetta la successione in caso di separazione dei coniugi. Come devono comportarsi inoltre gli eredi e quali sono gli obblighi a cui devono sottostare?

La successione in caso di morte o di vendita

Se il proprietario dell’immobile, in costanza di locazione, decede o vende, il terzo acquirente è “tenuto a rispettare la locazione subentra” dal giorno del suo acquisto, rispettando gli obblighi espressi nel contratto di locazione.

La morte del locatore invece “comporta solo una modificazione soggettiva del rapporto di locazione con il subentro degli eredi nella posizione del locatore e nei suoi obblighi e con il corrispettivo dovere del conduttore di adempiere l’obbligazione relativa al pagamento del canone”. Invece, in caso di morte del conduttore gli succedono il coniuge, gli eredi, i parenti affini o conviventi.

In caso di separazione

In caso di separazione giudiziale del conduttore, di scioglimento di un matrimonio, nel contratto di locazione succede l’altro coniuge, se il diritto “di abitare nella casa famigliare” gli è stato attribuito dal giudice. In caso invece di separazione o di nullità del matrimonio subentra l’altro coniuge se “tra i due sia così convenuto”.

Inoltre nel 1998 con una sentenza del 7 aprile n.404, è stata estesa la norma anche al caso di separazione di fatto e all’ipotesi che il conduttore “abbia cessato la convivenza a favore del già convivente quando vi sia prole naturale”.

L’immobile adibito ad uso professionale

In caso di morte del conduttore gli succedono nel contratto coloro che hanno avuto con lui un rapporto professionale, prima della data di apertura della successione, e che hanno quindi il diritto di continuare l’attività.

Non è necessario stipulare un nuovo contratto

Qualora ad un locatore se ne sostituisca un altro non è necessario stipulare un nuovo contratto di locazione. Non è però vietato risolvere il contratto in corso e stipularne uno nuovo.

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