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Finalmente sembrano iniziare a chiarirsi le modalità di pagamento della TASI, la nuova tassa che dal 2014 ingloba le varie imposte relative ai cosiddetti “servizi indivisibili”. Stando ad un recente emendamento presentato dal PD, e ad un ulteriore decreto legge relativo agli Enti locali, in fase di approvazione da parte delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, la Tasi potrà essere pagata nelle seguenti modalità:

  • In un’unica soluzione, entro il 16 giugno
  • In due rate, la prima entro il 16 giugno, la seconda entro il 16 dicembre

Inoltre, ogni comune può, con regolazione interna, prevedere sconti e detrazioni sulla Tasi 2014: vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e perché.

Scadenza per seconde case e immobili commerciali

Per quanto riguarda invece le seconde case e gli immobili commerciali, l’acconto per la Tasi è stato posticipato al 16 ottobre 2014. La conferma viene direttamente dal Premier, per cui si sarebbe raggiunto l’accordo con i sindaci interessati, ovvero quelli dei quasi 6000 comuni italiani che ancora non hanno provveduto all’approvazione delle aliquote per il calcolo del pagamento da effettuare.

Pagamento Tasi nelle case in affitto

La novità introdotta con la Tasi 2014 è l’attribuzione di una percentuale della tassa a carico degli inquilini delle case in affitto. Anche in questo caso sono i Comuni a quantificare la quota dovuta dall’inquilino in un range compreso fra il 10% e il 30% sul totale della tassa.
Se non vengono deliberate specifiche apposite dal comune di appartenenza, si applicherà in automatico la quota minima
( 10% ), la restante parte sarà sempre a carico del proprietario dell’immobile.

In ogni caso i pagamenti del proprietario e dell’inquilino devono essere versati separatamente.

Sconti ed esenzioni sulla Tasi 2014

Come si legge nell’emendamento al decreto cosiddetto “Salva Roma ter”, sono i Comuni di riferimento a decidere se applicare riduzioni ed esenzioni nei seguenti casi:

  • abitazioni con un solo occupante
  • abitazioni ad uso limitato e discontinuo
  • abitazioni occupate da persone che risiedono all’estero per almeno più di sei mesi l’anno
  • fabbricati rurali ad uso abitativo
  • edifici adibiti al culto e ONLUS

Esistono anche sconti riservati alle imprese, le quali devono dimostrare di essersi dedicate al riciclo dei rifiuti speciali da loro prodotti. In pratica, sarà possibile ottenere delle riduzioni qualora le imprese dimostrino di aver avviato al riciclo i rifiuti assimilati, sia in maniera diretta che attraverso l’utilizzo di soggetti terzi che abbiano l’autorizzazione ad effettuare tale smistamento.

Sarà anche compito del Comune indicare alle varie imprese quelle aree di produzione rifiuti non assimilabili e gli altri magazzini per cui viene estesa l’impossibilità di assimilazione degli stessi.