tasi

Il 16 ottobre sarà il giorno in cui scadranno, per gran parte degli italiani, i termini di pagamento della TASI.
Il 16 giugno, invece, è stato il giorno in cui sono scaduti, per quei comuni che che hanno già deliberato le aliquote, i termini di pagamento della  TASI, l’imposte che, in aggiunta alla TARI e all’IMU, costituiscono la nuova Imposta Unica Comunale, ovvero la IUC.

La scadenza del 16 giugno, come detto, non è valida per tutti i comuni, ma solamente per quelli che hanno assunto le deliberazioni entro la data del 23 maggio. Gli altri devono effettuare le delibere non oltre il 10 settembre del 2014, fornendo i dati relativi alle aliquote e alle detrazioni per poter poi permettere ai contribuenti di pagare la prima data entro la scadenza posticipata al 16 ottobre 2014. Fra i comuni considerati “ritardatari” rientrano anche quelli di Roma e Milano. Per conoscere la situazione relativa al proprio comune di residenza, è possibile consultare il sito del dipartimento delle finanze.

Vediamo dunque con chiarezza quali sono i vari punti che hanno avuto ancora bisogno di chiarimenti, cercando di individuare le risposte certe e sicure che arrivano direttamente dalle fonti ministeriali.

Dubbi frequenti sulla TASI

Per quanto riguarda la Tassa sui Servizi, essa va pagata dal proprietario dell’immobile anche nel caso questi debba pagare l’IMU, ma la somma delle due aliquote non può superare il massimo disposto dalla legislazione nel dicembre 2013, ossia il 10,6 per mille o in alcuni casi è più basso a seconda della tipologia di immobile.
Entrambe le imposte devono essere pagate entro e non oltre il 16 giugno 2014, a meno che non si faccia parte di quei comuni che hanno posticipato il pagamento per la sola TASI.

Il calcolo di questa imposta si effettua seguendo le stesse regole effettuate fino ad oggi per calcolare l’IMU, in quanto si parte dalla stessa base imponibile. Se l’immobile appartiene a diversi proprietari e per percentuali diverse, ognuno di essi dovrà pagare la propria quota di riferimento della TASI, calcolata in base alla percentuale di proprietà e all’aliquota stabilita dai comuni: quest’ultima sarà definita anche in base alla condizione del comproprietario, ovvero se questi abbia adibito l’immobile ad abitazione principale.

TASI e affitti

Nel caso in cui l’abitazione soggetta all’imposta sia concessa in locazione, il pagamento viene ripartito fra il proprietario e l’inquilino in affitto: quest’ultimo dovrà pagare una quota compresa fra il 10 ed il 30 percento, sempre in base a quanto deciso dal comune nel regolamento, sulla base dell’aliquota prestabilita. Il resto della tassa deve invece essere pagata da chi detiene il diritto reale dell’abitazione. Nel caso in cui il regolamento comunale non abbia previsto alcuna percentuale di ripartizione, la persona in affitto dovrà versare una quota pari alla misura minima definita dal Comune, nella maggior parte dei casi individuata nel 10%.