titoli di efficienza energetica

I titoli di efficienza energetica (TEE) comunemente denominati certificati bianchi, sono attestati di risparmio energetico per le aziende che riconoscono un incentivo economico alle imprese eco-sostenibili dal punto di vista energetico. I certificati bianchi si differenziano dai certificati verdi perché essi agiscono sull’uso dell’energia mentre i secondi sulla produzione e quindi sulle fonti di energia.

Come nascono i certificati bianchi

I TEE nascono nel 2004 con il decreto congiunto del Ministero delle attività produttive e il Ministero dell’ambiente e tutela del territorio con l’obiettivo di regolare il risparmio energetico sul territorio nazionale soprattutto nei confronti dei grandi produttori e distributori di energia elettrica e di gas. Uno dei principali obiettivi del decreto era di raggiungere entro il 2009, quindi ad un quinquennio di distanza dall’approvazione del decreto, un risparmio energetico di 2,9 milioni di tep. Risparmio che avrebbe portato ad un parziale raggiungimento degli obiettivi nazionali previsti dal protocollo di Kyoto, cosa che sappiamo non essere accaduta.

Il raggiungimento degli obiettivi di risparmio vengono valutati dalla AEEG (Autorità per l’energia elettrica e il gas) ed eventualmente, nel caso di una valutazione positiva, il GME emette i Titoli di efficienza energetica corrispondenti al risparmio effettuato dall’impresa.

I titoli e le abitazioni private

Gran parte del risparmio, in questi ultimi anni, è stato proprio merito dei titoli e della loro introduzione nel settore civile. Esistono infatti tutta una serie di interventi che hanno permesso il rilascio dei TEE per un valore parli al risparmio effettuato dall’utente: la sostituzione ad esempio delle imposte a vetro semplice con quelli con un sistema più efficiente, il passaggio ad involucri edilizi per ridurre l’emissione dei climatizzatori (stiamo parlando ad esempio degli interventi di isolamento termico) ed un miglioramento del tipo di copertura presente in una abitazione.

Per poter ottenere questa tipologia di incentivi, è necessario raggiungere un certo margine di “produzione” o meglio di risparmio energetico. Per dei progetti di tipo standard, si tratta di un risparmio pari a 20 tep.

A conti fatti, in pratica, bisogna arrivare a raggiungere un tetto massimo anche sfruttando le tipologie di abitazioni facente parti di uno stesso progetto. Le imprese edili in questo senso si stanno muovendo molto bene, e i risparmi sono notevoli per tutti coloro che hanno deciso di intraprendere questa strada “green”.

Come ottenere i TEE

Le imprese hanno due alternative praticabili per l’ottenimento dei certificati bianchi: la prima consiste nell’attuare progetti rivolti ai consumatori finali, che facciano loro risparmiare energia; la seconda, molto più semplice (come nel caso dei certificati verdi) consiste nell’acquistare da altre imprese i certificati bianchi.

I risultati dell’applicazione del decreto 2004

L’AEEG nel suo Sesto Rapporto Annuale ha dichiarato un risparmio energetico di circa 9,6  tep grazie ai titoli di efficienza energetica e quindi un concreto miglioramento degli obiettivi nazionali previsti dalla conferenza di Durban. In misura equivalente stanno crescendo le professioni legate al mercato del risparmio energetico, come gli energy manager raddoppiati dal 2010 al 2011.

La novità a livello economico sta nella scoperta che il ritorno degli investimenti con il sistema dei certificati bianchi sia di gran lunga meno lungo rispetto alle fonti rinnovabili, quantificabile in circa 5 anni rispetto ai 10-15 delle seconde. Probabilmente questo scarto è dovuto al peso che hanno il settore residenziale (noi, in prima persona) e quello dei trasporti sul risparmio energetico e solo in seconda battuta il settore agricolo e quello industriale.