Il valore dell’usufrutto e le tabelle relative sono stabilite dalla legge, così come il metodo di calcolo.

Perché l’usufrutto

Si tratta di un diritto reale minore disciplinato dagli articoli 978 del Codice civile e seguenti. È la migliore opzione per chi, proprietario di un bene, vuole sgravarsi della sua gestione e affidarlo a terzi.

La situazione tipica è quella del padrone di casa che affida l’abitazione ad un parente, il quale recepisce il diritto di godere dei frutti del bene con le spese relative.

L’usufrutto, infatti, impone precisi diritti e doveri.

UsufruttoSe il proprietario mantiene solo la nuda proprietà – ovvero il possesso ma senza ulteriori diritti –, l’usufruttuario deve assolutamente avere estrema cura del bene (la legge parla di condotta simile a quella “del buon padre di famiglia”), non modificare la destinazione economica del bene e pagare tutte le spese relative. Le eccezioni sono pochissime, come la manutenzione straordinaria, tutto il resto, Imu inclusa, è a carica di colui che utilizza o abita il bene.

Resta comunque di pertinenza del proprietario vendere l’immobile. In questo caso conoscere il valore dell’usufrutto e le sue tabelle è fondamentale.

Come si vende la casa

Si parta dal presupposto che l’usufrutto ha una durata stabilita che, se non è chiaramente espressa, ha l’unico limite nella morte dell’usufruttuario.

Per questa ragione, conoscerne l’età è fondamentale: in concreto, maggiore è l’età dell’usufruttuario, prima – si ipotizza – il bene sarà utilizzabile da altri e quindi, in virtù di quest’attesa teoricamente breve, il valore sarà più elevato.

Se, invece, l’usufruttuario ha ancora una speranza di vita elevata, colui che acquista l’immobile non può ragionevolmente pensare di poterne godere in tempi brevi e quindi sarà disposto a comprare a basso prezzo.

Il valore dell’usufrutto e le tabelle  per il calcolo sono di seguito riportati:

 

Anni dell’usufruttuario

Coefficiente di
moltiplicazione

Anni dell’usufruttuario

Coefficiente di
moltiplicazione

da 0 a 20

31,75

da 64 a 66

16,00

da 21 a 30

30,00

da 67 a 69

14,25

da 31 a 40

28,25

da 70 a 72

12,50

da 41 a 45

26,50

da 73 a 75

10,75

da 46 a 50

24,75

da 76 a 78

9,00

da 51 a 53

23,00

da 79 a 82

7,25

da 54 a 56

21,25

da 83 a 86

5,50

da 57 a 60

19,50

da 87 a 92

3,75

da 61 a 63

17,75

da 93 a 99

2,00

L’operazione è la seguente:

Moltiplicare il valore della proprietà per il tasso di interesse legale (questo viene stabilito dal Ministero dell’Economia e Finanza e, ad oggi, è pari a 2,5%); moltiplicare il risultato per il coefficiente trovato secondo la tabella su riportata.

Anche la tabella ha una valenza giuridica, visto che è stata estrapolata dal decreto 131 del 1986.