Per calcolare il valore dell’usufrutto basta applicare una semplice formula matematica. L’istituto in questione però può costituire un ottimo strumento per sfruttare al meglio una proprietà. Vediamo come.

Cos’è l’usufrutto

Si tratta di un diritto reale minore disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del Codice civile.

Secondo la legge, il proprietario di un bene – in questo caso, di un immobile – può cedere il diritto di godimento dello stesso a terzi, riservando per sé solo quello relativo alla nuda proprietà.

calcolo rata mutuoQuesta cessione da la possibilità all’usufruttuario di godere dei frutti del bene o, nel caso di un’abitazione, di vivere in questa pagandone, tuttavia, gran parte di spese.

Infatti, l’usufruttuario ha l’obbligo di prendersi massima cura del bene e di non alterarne la destinazione economica pensata per lo stesso dal proprietario. Deve pagare, ad esempio, per le utenze, per la manutenzione ordinaria e, anche, l’Imu relativa. In questo caso è bene sapere, tuttavia che la casa in usufrutto non viene considerata prima casa e quindi non gode di alcuna agevolazione.

Vendere l’usufrutto

È sempre possibile per il proprietario vendere la proprietà.

Il valore dell’usufrutto si calcola moltiplicando il valore della proprietà per il tasso d’interesse legale stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (al 31 dicembre del 2012 l’interesse è pari a 2,5%). Il valore così ottenuto dev’essere ancora moltiplicato per il coefficiente corrispondete alla tabella del decreto 131 del 1986 legato alla vita del titolare, ovvero:

 

Anni dell’usufruttuario

Coefficiente di
moltiplicazione

Anni dell’usufruttuario

Coefficiente di
moltiplicazione

da 0 a 20

31,75

da 64 a 66

16,00

da 21 a 30

30,00

da 67 a 69

14,25

da 31 a 40

28,25

da 70 a 72

12,50

da 41 a 45

26,50

da 73 a 75

10,75

da 46 a 50

24,75

da 76 a 78

9,00

da 51 a 53

23,00

da 79 a 82

7,25

da 54 a 56

21,25

da 83 a 86

5,50

da 57 a 60

19,50

da 87 a 92

3,75

da 61 a 63

17,75

da 93 a 99

2,00

 

Un utilizzo interessante di questa vendita è legato ad esempio ad una proprietà intestata a una coppia anziana. La coppia potrebbe vendere l’usufrutto ottenendo una somma di denaro liquido pur continuando a vivere in quell’abitazione sino alla loro morte.

Il compratore, dal canto suo, otterrebbe, con una somma inferiore al reale valore, l’immobile per poi goderne appieno alla dipartita dei proprietari. Il coefficiente è infatti legato alla vita dell’usufruttuario perché, minore è la sua aspettativa, prima il nuovo proprietario potrà ragionevolmente pensare di godere dell’immobile.