È entrata in vigore il 21 luglio la nuova valutazione di impatto ambientale VIA, introdotta con il decreto legislativo 104 del 2017

È entrata in vigore il 21 luglio la nuova valutazione di impatto ambientale VIA, introdotta con il decreto legislativo 104 del 2017 che ha modificato il d.lgs.152/2006 per consentire il corretto recepimento della direttiva 2014/52/UE. La nuova normativa sarà applicata prevede ai procedimenti avviati a partire dal 16 maggio 2017. È prevista inoltre l’adozione, entro 60 giorni, dei decreti ministeriali attuativi che garantiranno la piena operatività della nuova legge.
Vediamo di seguito le principali novità.

Valutazione di impatto ambientale normativa: procedure uniformi e più snelle

La riforma introduce regole uniformi in tutta Italia, prevede la digitalizzazione delle procedure e elimina l’obbligo di pubblicazione sui quotidiani.

Per la verifica di assoggettabilità a via non sono necessari elaborati progettuali: il proponente potrà presentare uno studio preliminare ambientale, come previsto dalla normativa europea. modifiche o estensioni di opere esistenti è possibile richiedere una valutazione preliminare per capire quale sia la corretta procedura da seguire.

Per la procedura di VIA è possibile presentare progetti con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del progetto di fattibilità o in ogni caso tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti. Il soggetto proponente e le amministrazioni si confronteranno per eventuali integrazioni e sarà possibile in ogni momento rivolgersi all’autorità competente per definire il livello di dettaglio degli elaborati necessari.

Valutazione impatto ambientale: il provvedimento unico

Per i progetti di competenza statale è possibile richiedere, in alternativa alla procedura ordinaria, un provvedimento unico ambientale che sostituisca tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali. È previsto inoltre un procedimento unico di competenza regionale.

Valutazione impatto ambientale: tempi e sospensione

La riforma prevede un complessivo snellimento dei tempi. I termini massimi sono:

  • per la procedura di VIA statale 195 giorni che possono arrivare a 450 con le eventuali fasi non obbligatorie
  • per il procedimento unico 325 giorni che possono arrivare a 505 con le eventuali fasi non obbligatorie

È prevista inoltre la possibilità, laddove siano necessarie modifiche o integrazioni particolarmente complesse, di ottenere una sospensione del procedimento per un termine massimo di 180 giorni. Se il proponente non fornisce la documentazione aggiornata entro il termine la richiesta viene respinta.

Valutazione impatto ambientale: quando è obbligatoria

Il decreto modifica anche gli allegati II e II Bis che indicano, rispettivamente, i progetti sottoposti a VIA obbligatoria e quelli da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA.

Tra i progetti sottoposti a VIA obbligatoria sono indicati, a titolo di esempio:

  • impianti termici per la produzione di energia elettrica, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 150 MW
  • impianti eolici per la produzione di energia elettrica sulla terraferma con potenza complessiva superiore a 30 MW
  • autostrade e strade extraurbane principali
  • strade extraurbane a quattro o più corsie o adeguamento di strade extraurbane esistenti a due corsie per renderle a quattro o più corsie, con una lunghezza ininterrotta di almeno 10 km

Tra i progetti da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA figurano:

  • impianti termici per la produzione di energia elettrica, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 50 MW
  • strade extraurbane secondarie di interesse nazionale
  • acquedotti con una lunghezza superiore ai 20 km
  • impianti eolici per la produzione di energia elettrica sulla terraferma con potenza complessiva superiore a 1 MW

VIA e dibattito pubblico

Il decreto prevede anche il potenziamento dello strumento del dibattito pubblico, come previsto dal codice degli appalti, per coinvolgere le popolazioni interessate dalla realizzazione delle opere.
Per i progetti soggetti a VIA obbligatoria, in assenza del dibattito pubblico i Comuni o le associazioni possono chiedere all’autorità competente l’avvio di un’inchiesta pubblica.